Remigio Feltrin, architetto e critico

Possiamo dubitare del fatto che ciò che vediamo
appartenga puramente alla luce, alla superficie
e alla materia. Non è certo che il contatto delle mani
o l'istante fissato sulla retina sia l'entità che permette
alla memoria di percorrere le vie che conducono al sentire,
al senso, al ricordo. Quello che vediamo, che possiamo
sentire, che annusiamo, che incontriamo, è una parte
strutturale della coscienza.
L'ingenuità ci conduce a vedere solo dove vogliamo,
ci blocca sulla possibilità di vedere e guardare
infinitamente ciò che si rivela....parallelamente questo
anche dentro di noi. Si riflette.
L'opera di Corona si contraddistingue per l'ordine
delle cose dato da una profonda "morale"costruttiva
che ci lega dis-solubilmente all'opera creata e creatrice.
Questo appartiene al fare. Questo continuerà a condurre
l'arte attraverso nuove vie legate alla coscienza del creare.

                                      Remigio Feltrin, architetto e critico