...Angela diventa creatura umana invece quando il fumo le permette di sciogliersi in una postura schiva e partecipe. Ha l'atteggiamento di colei che Ŕ coinvolta in una conversazione noiosa e conosciuta, ma che non desidera ascoltare nÚ parteciparne Ci parla, ma in silenzio, di qualcosa che muta in altro ed Ŕ questo a coinvolgerla e a farla sentire viva. E' probabile che sia un pensiero legato a persone, a frammenti di ricordo che non hanno collocazione. Il colore si scioglie e io mi compiaccio di vedere qualcosa che raramente colpisce le opere di Giampaolo: la novitÓ, il leggero scostamento tecnico che diventa un punto focale dello sguardo. Non i capelli, gli occhi, il viso, ma le dita, la sigaretta, il fumo. Il dettaglio diventa improvvisamente il punto in cui l'opera inizia ad agitarsi, mentre altrove, il dettaglio diventa la caratteristica di uno spazio determinato, un quadro nel quadro. Sulla punta di quelle dita si Ŕ capovolto il mondo dell'artista, forse involontariamente, credo naturalmente. Il dettaglio diventa il quadro e senza la chiave di uno di questi, la totalitÓ non viene letta. Ne risulterebbe un rebus senza possibilitÓ di comprensione, un' architettura senza funzione, un oggetto senza scopo. Angela sono anche molti altri quadri, in qualcuno totalmente, in altri solo a frammenti, ma appare e riappare a condizione di conoscerla personalmente, di cercarla nei minimi particolari o escludendo quello che non le appartiene: le differenze.

Siamo all'inizio.
Sono di nuovo di fronte al desiderio di vedere, di ri-cercare.

Remigio Feltrin, architetto e critico